Home Articoli di Mina Vanity Fair Come gli dico che lo amo? Lo vede tutti i giorni da quattro anni, ma senza il coraggio di dichiararsi.

Ultimi Articoli

Quando il relativismo è un alibi
14/03/2010 | Mina
article thumbnail

Continua imperterrita la civiltà degli alibi, delle scuse, delle circostanze attenuanti. Il crimine non è individuale. L’accusa diventa generica o generalizzabile e il diritto alla difesa non è [ ... ]


Non sono degna di essere madre. L'interruzione di gravidanza, i sensi di colpa, e ora tutto è cambiato.
10/03/2010 | Mina
article thumbnail

Cara Mina,
ho 18 anni e da tre settimane ci siamo lasciati con il mio ragazzo. Siamo stati insieme quattro mesi e sono stati i mesi più belli della mia vita. Lui è stato la mia prima volta, il primo  [ ... ]


Lasciate stare gli inediti
07/03/2010 | Mina
article thumbnail

"Un contrassegno rosso significa, se muoio prima di averlo finito, pubblicatelo così com'è; uno blu significa pubblicatelo, ma prima sottoponetelo a revisione». Nella sua biografia, la figlia di J. [ ... ]


Senza invidia non so vivere. L'amica più bella, col lavoro migliore, col fidanzato più ricco: e Anna si avvelena.
03/03/2010 | Mina
article thumbnail

Cara Mina,
come si guarisce dall'invidia? Sono una persona sana, abbastanza bella e intelligente, sto con un ragazzo meraviglioso, ho un buon lavoro e una famiglia un po' malandata, ma compatta e sempr [ ... ]


Ma tanto il Po non morirà
28/02/2010 | Mina
article thumbnail

Non mi sono mai allontanata troppo dal baracchino dove si poteva mangiare l’ambula, i pesciolini fritti del fiume. E potevo, con una bottiglietta di gassosa in mano, stare a guardare il Po che mi ri [ ... ]


Altri articoli
Come gli dico che lo amo? Lo vede tutti i giorni da quattro anni, ma senza il coraggio di dichiararsi.
Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 
Scritto da Mina   
Mercoledì 18 Febbraio 2009 19:26
Vanity Fair - 7/2009 del 18-02-2009Cara Mina,
sono una «classica» quasi-quindicenne burrascosa, e non dico di essere piena di problemi, perché se davvero fosse così, di certo non avrei il tempo di pensarci, e tanto meno di scriverti. Sono l'ultima di tre fratelli, entrambi molto più grandi di me. Non è un vanto, ma sono molto più matura di tutti i ragazzi della mia età, e mi trovo molto spesso a fare i conti con pensieri che non dovrebbero appartenermi: sentirmi insignificante (nonostante io sia molto alta e imponente), fare i conti con una malattia che mi stronca quando meno me lo aspetto, e molti altri. Un amore dietro l'angolo, di cui ho paura per quello che può accadere. Molti mi dicono che io sia una ragazza perfetta, che va bene a scuola e che ha tutto. Non ti scrivo per chiederti la luna , vorrei solo qualche parola di conforto, perché di andare avanti senza nessuno che mi capisca, non ne ho più voglia.

Quasi-Quindicenne

Ce ne sono moltissime di persone che ti possono capire. Non è così difficile. Cerca di raccontarti meglio, apriti con chi ritieni sia in grado di recepire correttamente le tue opinioni, la tua visione della vita. Avrai certamente delle delusioni, anche cocenti, ma è solo sbattendoci il muso che potrai trovare una o più persone della tua stessa “razza”. Ti abbraccio.


Una gravidanza da rispettare

Sono al settimo mese di gravidanza, felicissima immaginando il bimbo che abbiamo tanto sognato e desiderato. Sono sempre stata bene, ma ora mi hanno prescritto un periodo di riposo forzato visto che ho già le contrazioni, ma il bimbo è ancora troppo piccolo per poter nascere. Qual è il mio problema? Il lavoro. Lavoro nell'azienda di famiglia e ho un ruolo di grande responsabilità. Stamattina, dopo una mega litigata con mio marito, mi sono recata in ufficio ignorando le prescrizioni dei medici. Mi ero ripromessa di fermarmi solo due/tre ore e poi riposare a casa e, invece, sono rientrata solo la sera. Mi sento stupida perché razionalmente so che la mia priorità in questo momento è la salute del mio bambino, ma al tempo stesso non riesco a «deludere» le aspettative nei miei confronti. In qualità di figlia del titolare sento su di me il peso della responsabilità, il dover sempre dimostrare di essere grintosa, capace di superare le difficoltà di ogni giorno. Non si può essere malati, deboli, né, tanto meno, mancare un giorno. Mi sembra un paradosso: ho l'autonomia economico-finanziaria necessaria per porre il lavoro in secondo piano, ma resto fino alle 7 in ufficio e poi sono troppo stanca per tutto il resto.
Paola

Paola, non c’è alternativa. Se ti hanno prescritto un periodo di riposo forzato, devi, dico devi fermarti. È il primo vero contatto con tuo figlio. Devi rispettarlo nelle sue necessità, anche se non è ancora nato. Non vorrai mancare? Le conseguenze potrebbero essere catastrofiche da tutti i punti di vista. Quindi, visto che mi dici che non hai neppure problemi economici, adesso ti metti bella calmina. Usa il telefono, al massimo. E confeziona un maglioncino verde chiarissimo per il tuo bambino.


Un’attesa da primato

Sono innamorata di una persona che vedo tutti i giorni e quando la incontro il cuore batte a mille. A me lui piace molto, ma non ho il coraggio di dirglielo. Ci siamo conosciuti più o meno quattro anni fa e da allora non me lo sono più tolto dalla testa. Io ora non so che cosa fare. Secondo te glielo devo dire? Se sì, come glielo dico se non ho il coraggio? Ti prego aiutami!
Piccola Sognatrice

La parte stupefacente della tua storia riguarda i tempi di reazione ad una ossessione giustificata. Quattro anni, con l’aggravante dell’incrocio quotidiano, costituiscono un record al limite delle capacità umane. Tipo la soglia dei sei metri nel salto con l’asta. In un’era di grandi innovazioni tecnologiche soprattutto nel campo della comunicazione, immagino riusciresti a trovare sistemi indiretti, quelli che mascherano rossori o intonazioni rivelatrici, con i quali lanciare il grido soffocato troppo a lungo. In tema di suggerimenti posso spaziare da banalissime escursioni chat a sms brevi smaccatamente imploranti. Con grande, ma mediato coraggio potresti scrivere alla tv per organizzare un incontro tanto tardivo quanto suggestivo. Come ultima spiaggia sarei a proporti un bel “Chi l’ha visto?” fingendo il risveglio dopo involontaria amnesia. Non posso aiutarti se non esprimendoti una certezza. La vendetta è l’unico piatto che va mangiato freddo, mentre una dichiarazione d’amore ha un’unica possibilità di successo, quella della violenza e dell’immediatezza.

da Vanity Fair - 8/2009 del 18-02-2009
Ultimo aggiornamento Domenica 29 Novembre 2009 13:51
 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna